faq – chiarimenti e risposte per imprese e professionisti
PATENT BOX
Cos’è il Patent Box e quali vantaggi offre alle imprese?
Il Patent Box è un regime fiscale agevolato che consente alle imprese di beneficiare di una deduzione fiscale extra sui redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali, come brevetti, software, design o know-how. Questo strumento permette di ridurre la base imponibile fiscale e valorizzare il patrimonio intellettuale aziendale, incentivando investimenti in ricerca, innovazione e sviluppo.
Quanto dura il patent box?
Il regime Patent Box ha una durata quinquennale. Una volta esercitata l’opzione, l’agevolazione fiscale si applica per cinque periodi d’imposta ed è rinnovabile alla scadenza. Durante questo periodo l’impresa può beneficiare della deduzione fiscale prevista per i costi di ricerca e sviluppo legati ai beni immateriali agevolabili, come software, brevetti industriali, disegni e modelli.
Come si calcola il Patent box?
Il Patent Box si calcola applicando una super deduzione fiscale pari al 110% dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti per la creazione, lo sviluppo o il miglioramento dei beni immateriali agevolabili.
Per determinare correttamente il beneficio è necessario individuare i costi ammissibili, verificare il collegamento ai beni immateriali e predisporre una documentazione tecnica e fiscale a supporto dell’utilizzo dell’agevolazione.
Chi può beneficiare del Patent Box?
Possono accedere al Patent Box le imprese che sviluppano, utilizzano o detengono beni immateriali e che svolgono attività di ricerca e sviluppo collegate a tali asset. Possono beneficiarne società di capitali, imprese individuali e società di persone, purché producano reddito d’impresa.
Come utilizzare i benefici del Patent Box?
Per poter utilizzare i benefici del Patent Box è necessario esercitare l’opzione in dichiarazione dei redditi e predisporre una documentazione idonea – il dossier documentale – che consta di due parti: (i) tecnica, nella quale devono essere fornite tutte le informazioni necessarie a descrivere le attività svolte e le risorse che vi hanno lavorato; (ii) amministrativa, nella quale devono essere evidenziati tutti i costi di ricerca e sviluppo sostenuti per la creazione o il miglioramento dei beni immateriali agevolabili, la loro risultanza nelle scritture contabili e nel bilancio, e le modalità di richiesta in dichiarazione dei redditi.
La documentazione deve essere conservata per eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate e consente all’impresa di beneficiare della “penalty protection”. In caso di eventuali controlli con rilievi da parte dell’Agenzia delle Entrate, ai beneficiari che dispongono di questa documentazione in maniera completa, non potranno essere chieste sanzioni ed interessi sui benefici già goduti.
Cosa rientra nel Patent Box?
Nel regime Patent Box rientrano diversi beni immateriali utilizzati dall’impresa, tra cui:
- software protetto da copyright
- brevetti industriali
- disegni e modelli giuridicamente tutelati
L’agevolazione si applica ai costi di ricerca e sviluppo sostenuti per creare, sviluppare o migliorare questi asset immateriali, incentivando così l’innovazione e la valorizzazione della proprietà intellettuale.
In cosa consiste il meccanismo premiale?
Il meccanismo premiale consente di imputare ai fini del Patent Box i costi di ricerca e sviluppo sostenuti fino a otto anni prima rispetto all’anno in cui si ottiene il titolo di privativa.
Le imprese hanno quindi l’opportunità, nell’anno in cui ottengono la privativa (ad esempio rilascio del brevetto o registrazione del software), di recuperare la maggiorazione della deducibilità di queste spese in un’unica soluzione, beneficiando di una agevolazione spesso consistente.
Il patent Box è cumulabile con il Credito di Imposta R&S?
Sì, il Patent Box è cumulabile con il Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo.
Considerando che la normativa sul Credito di Imposta impone che il calcolo venga effettuato sulla quota di costi al netto di eventuali altri benefici (ed il patent Box è uno di questi), il cumulo non determina la semplice sommatoria dei benefici, ma richiede una valutazione attenta per evitare duplicazioni di agevolazioni non consentite.
ADEGUATI ASSETTI ORGANIZZATIVI, AMMINISTRATIVI E CONTABILI
Cosa sono gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili?
Quello degli adeguati assetti è un sistema di procedure finalizzate a garantire una gestione consapevole dell’impresa. In particolare, attraverso la pianificazione ed il controllo consentono di monitorare l’andamento aziendale ed intercettare tempestivamente segnali di difficoltà (squilibrio economico e/o finanziario) prima che sfocino in una vera e propria crisi.
Sono stati resi obbligatori dal Codice della crisi d’impresa nel 2019, e rappresentano uno strumento essenziale per il monitoraggio continuo del mantenimento della continuità aziendale.
Perché gli adeguati assetti sono obbligatori per le imprese?
La normativa italiana richiede agli amministratori di adottare assetti organizzativi adeguati per individuare tempestivamente eventuali segnali di crisi e adottare le misure necessarie per salvaguardare la continuità aziendale.
Quali sono i segnali che indicano una possibile crisi d’impresa?
Tra i principali indicatori di crisi troviamo:
- riduzione della liquidità
- difficoltà nel pagamento di fornitori o dipendenti
- aumento dell’indebitamento
- perdita di marginalità
- squilibri economici e/o finanziari
Un monitoraggio costante dei dati economico-finanziari è fondamentale per individuare tempestivamente queste criticità, attraverso l’implementazione e la gestione di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili.
Quali sono le responsabilità degli amministratori che non implementato gli adeguati assetti?
Gli amministratori hanno l’obbligo di adottare adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili ai sensi dell’art. 2086 del Codice Civile.
La mancata implementazione o gestione di tali assetti può comportare:
- responsabilità civili per danni arrecati alla società, ai soci o ai creditori, delle quali gli amministratori sono chiamati a rispondere in via illimitata e solidale con la società;
- profili di responsabilità nelle procedure di crisi.
Per evitare di incorrere in tali responsabilità, gli amministratori devono dimostrare di aver adottato – concretamente – le procedure e gli strumenti idonei a rilevare tempestivamente eventuali segnali di difficoltà.
Cosa significa adottare un approccio forward looking?
Significa adottare una prospettiva orientata al futuro, basando le decisioni non solo sui dati storici ma soprattutto su previsioni, scenari e analisi prospettiche.
Si traduce in attività come:
- analisi previsionali e budgeting
- pianificazione finanziaria e dei flussi di cassa
- valutazione di scenari futuri e dei rischi
- monitoraggio degli indicatori economico-finanziari
- strategie per garantire la continuità aziendale
Che cos'è il principio della continuità aziendale?
Il principio della continuità aziendale indica la capacità di un’impresa di continuare la propria attività nel prevedibile futuro, mantenendo un equilibrio economico, finanziario e patrimoniale. Questo principio è alla base della redazione del bilancio e richiede agli amministratori di valutare – sistematicamente e non più solo in occasione del bilancio di esercizio – se l’azienda sia in grado di proseguire la propria attività senza dover ricorrere a procedure di liquidazione o cessazione.
Come si valuta la continuità aziendale?
La continuità aziendale viene valutata attraverso un’analisi della situazione economica, finanziaria e patrimoniale dell’impresa in chiave prospettica. In particolare, si considerano elementi come la capacità di generare flussi di cassa adeguati alle esigenze societarie, la sostenibilità dell’indebitamento, la disponibilità di risorse finanziarie e le prospettive future dell’attività.
Chi verifica la continuità aziendale?
La verifica della continuità aziendale è responsabilità degli amministratori della società, che devono valutare periodicamente lo stato di salute dell’impresa. Tuttavia, anche l’organo di controllo deve svolgere un ruolo di controllo attivo. Il collegio sindacale o i revisori legali sono chiamati a verificare la correttezza delle valutazioni effettuate dagli amministratori in sede di bilancio.
COMPOSIZIONE NEGOZIATA
Cos'è la composizione negoziata della crisi?
La composizione negoziata della crisi è uno strumento introdotto dal Codice della Crisi d’Impresa che consente alle aziende in difficoltà di avviare un percorso volontario e stragiudiziale per il risanamento.
Attraverso l’affiancamento di un esperto indipendente, l’impresa può negoziare con creditori e stakeholder soluzioni volte a superare lo stato di squilibrio, preservando la continuità aziendale.
Chi può accedere alla composizione negoziata?
Possono accedere alla composizione negoziata tutte le imprese che si trovano in una situazione di squilibrio economico-finanziario o patrimoniale, ma che presentano ancora concrete prospettive di risanamento. È uno strumento pensato per intervenire in fase preventiva, prima che la crisi diventi irreversibile.
Cosa sono le misure protettive nella composizione negoziata?
Durante la composizione negoziata, l’imprenditore ha la possibilità di richiedere specifiche misure protettive, uno strumento che ha lo scopo bloccare temporaneamente eventuali azioni dei creditori per consentire lo svolgimento delle trattative necessarie al risanamento dell’azienda senza pressioni esterne.
Il giudice ne fissa la durata inizialmente in un periodo tra 30 e 120 giorni, prorogabili sino a 240 giorni su istanza di parte e con il parere favorevole dell’esperto.
Cosa succede se fallisce la composizione negoziata della crisi?
Se il percorso di composizione negoziata non porta a un accordo con i creditori, l’impresa può valutare l’accesso ad altri strumenti previsti dalla normativa, come accordi di ristrutturazione dei debiti o procedure concorsuali.
In ogni caso, la composizione negoziata rappresenta un’opportunità per analizzare in modo strutturato la situazione aziendale e individuare tempestivamente le possibili soluzioni.
FRACTIONAL CFO
Che cos’è un Fractional CFO?
Il Fractional CFO (Chief Financial Officer) è un professionista senior che offre competenze altamente qualificate nell’ambito della direzione finanziaria, in modo flessibile e part-time, senza la necessità di assumere un CFO interno a tempo pieno.
Supporta l’impresa in diverse attività strategiche, tra cui:
- pianificazione finanziaria
- gestione dei flussi di cassa
- analisi dei dati economico-finanziari
- supporto nei rapporti con banche e investitori
- implementazione di sistemi di controllo di gestione
- supporto in operazioni straordinarie
Quando affidarsi a un Fractional CFO?
Il servizio di Fractional CFO è particolarmente utile per:
- PMI in fase di crescita
- startup che necessitano di competenze finanziarie avanzate
- aziende che affrontano operazioni straordinarie o processi di riorganizzazione
- imprese che vogliono migliorare controllo di gestione e pianificazione finanziaria.
VENTURE CAPITAL E PRIVATE EQUITY
Qual è la differenza tra venture capital e private equity?
La principale differenza riguarda la fase di sviluppo dell’impresa in cui intervengono:
- il venture capital investe in startup e aziende innovative nelle fasi iniziali, con un elevato potenziale di crescita ma anche un rischio maggiore
- il private equity investe in aziende già strutturate e mature, con l’obiettivo di migliorarne le performance e aumentarne il valore nel tempo
Entrambi rappresentano strumenti di finanziamento alternativi al credito bancario.
Come agiscono i fondi di private equity e venture capital?
Pur essendoci talune differenze, è possibile individuare elementi comuni.
Raccolgono capitali da investitori istituzionali e privati per investirli nelle società target, individuate sulla base di specifiche caratteristiche interne (solidità aziendale, capacità manageriali, validità dei prodotti e servizi) ed esterne (buone prospettive di crescita, mercato di riferimento dinamico).
Dopo essere entrati nel capitale dell’azienda Il fondo entra nel capitale dell’azienda, la supportano nello sviluppo del business apportando non solo risorse finanziarie, ma anche competenze manageriali, strategiche e relazionali.
Realizzano il proprio rendimento attraverso la successiva cessione della partecipazione (exit) al termine del periodo stabilito od al raggiungimento degli obiettivi concordati.
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