Transazione fiscale: mantenimento delle rateazioni e novità per la crisi d’impresa

23 Settembre 2026
transazione fiscale

La transazione fiscale è uno degli strumenti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza per consentire alle imprese in difficoltà di gestire i propri debiti tributari nell’ambito della composizione negoziata.

L’accordo transattivo disciplinato dallarticolo 23 del Codice può riguardare le imposte e i relativi accessori, compresa l’IVA, considerata non assimilabile alle risorse proprie dell’Unione europea.

Transazione fiscale e debiti già rateizzati

Una delle principali novità riguarda la possibilità di mantenere i piani di rateazione già concessi prima della presentazione della proposta.

Quando l’impresa ha già ottenuto una dilazione per il pagamento dei propri debiti tributari, l’accordo di transazione fiscale può quindi prevedere la prosecuzione del piano di ammortamento esistente.

Questa possibilità può assumere particolare rilevanza anche sotto il profilo della responsabilità penale tributaria.

Quali debiti possono essere inseriti nella proposta?

Il Codice della crisi non stabilisce espressamente fino a quale momento debbano essere maturati i debiti oggetto della proposta di transazione fiscale.

La proposta dovrebbe pertanto comprendere i debiti tributari sorti fino alla data della sua presentazione, consentendo di definire con precisione l’esposizione fiscale interessata dall’accordo.

I tempi per presentare la transazione fiscale

Anche se la normativa non indica un termine specifico per la presentazione della proposta, è necessario agire con un congruo anticipo rispetto alla conclusione della composizione negoziata.

La transazione fiscale richiede infatti tempi adeguati per l’esame della proposta e per lo svolgimento delle trattative con l’Amministrazione finanziaria. Una presentazione tardiva potrebbe compromettere il completamento dell’iter e la possibilità di apportare eventuali modifiche alla proposta iniziale.

La composizione negoziata ha una durata ordinaria di 180 giorni, prorogabile, nei casi previsti dalla legge, per ulteriori 180 giorni. Secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate, anche il procedimento amministrativo necessario per valutare la proposta di accordo transattivo deve essere svolto all’interno di tale arco temporale.

L’attestazione del professionista indipendente

Un altro aspetto fondamentale riguarda il professionista incaricato di attestare la convenienza della transazione fiscale per l’Erario rispetto all’alternativa della liquidazione giudiziale.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, il professionista indipendente incaricato dell’attestazione non può coincidere con il revisore legale che redige la relazione sulla completezza e veridicità dei dati aziendali. L’incompatibilità vale anche in senso inverso.

La separazione tra i due incarichi deve essere rispettata anche quando la società debitrice non dispone di un proprio revisore legale, come confermato dal provvedimento del Ministero della Giustizia del 23 aprile 2026.

Una gestione attenta della posizione fiscale

La transazione fiscale nella composizione negoziata richiede quindi una valutazione complessiva della posizione tributaria dell’impresa. La possibilità di conservare le rateazioni già esistenti, l’individuazione dei debiti interessati, il rispetto delle tempistiche e l’indipendenza del professionista incaricato dell’attestazione sono elementi centrali per la corretta predisposizione dell’accordo.

Per le imprese che stanno affrontando una situazione di difficoltà, conoscere le regole della transazione fiscale consente di valutare con maggiore consapevolezza gli strumenti disponibili per il risanamento e la gestione dell’esposizione debitoria.

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