Misure premiali nella composizione negoziata della crisi d’impresa: quali agevolazioni fiscali sono previste?

30 Ottobre 2026
misure premiali

Le misure premiali nella composizione negoziata della crisi d’impresa rappresentano un’opportunità per le aziende che attraversano difficoltà economiche, patrimoniali o finanziarie e intendono avviare un percorso di risanamento. La normativa prevede specifiche agevolazioni fiscali per favorire le trattative con i creditori e sostenere la continuità aziendale.

Con la circolare n. 5/E del 16 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulle condizioni di accesso ai benefici, soffermandosi sulla riduzione di interessi e sanzioni, sulla rateizzazione dei debiti tributari e sul trattamento fiscale delle sopravvenienze attive e delle perdite su crediti.

Composizione negoziata: il quadro normativo

Introdotta dal Decreto-legge n. 118/2021 e successivamente disciplinata dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, la composizione negoziata consente all’imprenditore in difficoltà di intraprendere un percorso riservato, con l’assistenza di un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio.

L’obiettivo è individuare, attraverso il confronto con i creditori, soluzioni concrete per superare la crisi e preservare l’attività aziendale.

L’articolo 25-bis del Codice, modificato dal D.Lgs. n. 136/2024, riconosce alle imprese che accedono alla procedura diverse misure premiali di natura fiscale, la cui applicazione dipende dal rispetto di specifici requisiti e, in alcuni casi, dall’esito delle trattative.

Riduzione degli interessi e delle sanzioni fiscali

Tra le principali agevolazioni rientra la possibilità di applicare il tasso di interesse legale sui debiti tributari a partire dall’accettazione dell’incarico da parte dell’esperto e fino alla conclusione delle trattative. Il beneficio è subordinato al raggiungimento di una delle soluzioni previste dalla normativa, tra cui determinati accordi con i creditori e gli accordi di ristrutturazione dei debiti.

La misura riguarda i debiti tributari sorti prima dell’avvio del percorso, anche se comunicati all’impresa durante le trattative.

Un’ulteriore agevolazione interessa le sanzioni fiscali per le quali è prevista una riduzione in caso di pagamento entro un termine prestabilito. Il beneficio spetta quando la scadenza indicata nella comunicazione fiscale non è ancora trascorsa al momento della presentazione dell’istanza di nomina dell’esperto. Restano escluse le sanzioni già oggetto di rateizzazione prima della presentazione dell’istanza.

La normativa contempla inoltre la riduzione del 50% di interessi e sanzioni relativi ai debiti tributari sorti prima del deposito dell’istanza, quando le trattative si concludono attraverso specifici strumenti di regolazione della crisi che prevedono il trattamento dei crediti tributari. Tale agevolazione non si applica, invece, in caso di conclusione del percorso mediante un piano attestato di risanamento.

È importante sottolineare che le riduzioni relative agli interessi al tasso legale e alle sanzioni possono essere revocate retroattivamente in caso di successiva apertura della liquidazione giudiziale o controllata. La riduzione del 50%, invece, resta acquisita anche in queste circostanze.

Rateizzazione dei debiti tributari fino a 120 rate

Le misure premiali comprendono anche la possibilità di richiedere all’Agenzia delle Entrate la dilazione dei debiti fiscali non ancora iscritti a ruolo, relativi a imposte sui redditi, ritenute, IVA e IRAP.

Il piano di pagamento può prevedere fino a 72 rate mensili. In presenza di una situazione di grave difficoltà, adeguatamente documentata, la rateizzazione può essere estesa fino a 120 rate.

Per ottenere la dilazione ordinaria è necessario che il contratto o l’accordo con i creditori sia stato pubblicato nel Registro delle imprese. La sottoscrizione dell’istanza da parte dell’esperto attesta la temporanea situazione di obiettiva difficoltà dell’impresa e, in presenza dei requisiti previsti, consente di ottenere il piano ordinario. L’estensione fino a 120 rate è invece subordinata alla valutazione dell’Agenzia delle Entrate.

La decadenza dal beneficio può verificarsi in caso di mancato pagamento anche di una sola rata, di successiva richiesta di accesso a uno strumento di regolazione della crisi o di apertura della liquidazione giudiziale o controllata.

Trattamento fiscale delle sopravvenienze attive e delle perdite su crediti

Le agevolazioni riguardano anche gli effetti fiscali delle operazioni di risanamento.

In presenza delle condizioni previste dalla legge, le sopravvenienze attive derivanti dalla riduzione dei debiti non concorrono alla formazione del reddito d’impresa. Inoltre, le perdite conseguenti al mancato incasso dei crediti possono essere dedotte senza dover dimostrare gli elementi certi e precisi normalmente richiesti dalla disciplina fiscale.

La normativa contempla anche la possibilità di recuperare l’IVA mediante una nota di variazione, in misura corrispondente alla riduzione del credito conseguente alla soluzione adottata.

Questi benefici decorrono dalla pubblicazione nel Registro delle imprese del contratto o dell’accordo previsto dalla normativa.

Perché valutare le misure premiali?

Le misure premiali possono contribuire a ridurre il peso dei debiti fiscali e a rendere più sostenibile il percorso di risanamento dell’impresa. Il loro riconoscimento, tuttavia, dipende dalla situazione specifica dell’azienda, dai requisiti previsti e dalla soluzione individuata al termine delle trattative.

Per questo motivo, è importante analizzare tempestivamente la posizione debitoria e valutare con attenzione gli strumenti disponibili, così da individuare il percorso più adeguato alle esigenze dell’impresa.

Contatta Bottari & Associati per verificare le condizioni di accesso alle agevolazioni e gestire correttamente gli adempimenti fiscali connessi alla composizione negoziata della crisi.