Il Patent Box nel fashion rappresenta, per molte imprese del comparto moda e lusso, uno degli strumenti fiscali più rilevanti per valorizzare gli investimenti in beni immateriali e attività di sviluppo creativo. Tuttavia, l’applicazione concreta dell’agevolazione, soprattutto nei primi anni di operatività del nuovo regime, ha evidenziato una serie di complessità interpretative e operative.
In un settore caratterizzato da un’elevata concentrazione di asset di proprietà intellettuale (IP), il Patent Box richiede criteri particolarmente accurati nella delimitazione dei beni agevolabili, oltre che metodologie solide per la ripartizione dei costi promiscui. Tali elementi assumono ulteriore rilevanza alla luce delle verifiche fiscali e delle esperienze maturate anche nell’ambito della cooperative compliance.
A oltre cinque anni dall’introduzione del nuovo Patent Box, risulta quindi opportuno tracciare un bilancio delle principali criticità riscontrate dalle imprese del settore fashion.
Patent Box nel fashion: perché resta una misura centrale
All’interno di un contesto in cui:
- le attività di design e ideazione estetica beneficiano nel 2025 di un’aliquota agevolativa pari al 5% sui costi eleggibili;
- la conferma del beneficio per il 2026 risulta accompagnata da risorse disponibili estremamente contenute;
il Patent Box rimane, almeno sul piano teorico, uno degli strumenti fiscali più rilevanti per il settore, in grado di generare un risparmio d’imposta stimabile intorno al 30% degli investimenti sostenuti, in presenza di corretta impostazione documentale e metodologica.
Individuazione dei beni immateriali agevolabili e costruzione delle chiavi di allocazione
Tra le principali difficoltà operative riscontrate, un ruolo centrale è assunto dalla corretta identificazione dei beni immateriali agevolabili.
Nel comparto moda e lusso, i beni oggetto di agevolazione sono frequentemente riconducibili a:
- disegni;
- modelli;
- elementi derivanti dall’attività di “creazione” dell’ufficio stile;
- output progettuali collegati all’ideazione estetica delle collezioni e dei campionari.
Per stabilire se tali beni rientrino nell’ambito agevolabile, è necessario verificare se siano:
- registrati;
- oppure, in assenza di registrazione, giuridicamente tutelabili.
In quest’ultimo caso, la valutazione deve essere condotta alla luce dell’articolo 11 del Regolamento (CE) n. 6/2002, che disciplina la protezione legale dei disegni e modelli comunitari.
Il ruolo determinante dell’analisi legale: valutazione modello per modello
Per applicare correttamente il Patent Box nel settore del fashion, la verifica giuridica rappresenta un passaggio imprescindibile. L’analisi deve essere svolta in modo puntuale, poiché in mancanza della registrazione occorre valutare, per ciascun modello, la presenza dei requisiti di:
- novità;
- carattere individuale.
Tale scrutinio, coerente con l’impostazione già consolidata nel precedente regime Patent Box (basato sulla detassazione del reddito attribuibile all’utilizzo dei beni immateriali), è stato sostanzialmente confermato anche nell’attuale disciplina, soprattutto in sede di controllo fiscale.
Di conseguenza, non risulta possibile adottare approcci generici o per categorie: l’individuazione deve avvenire in modo preciso e documentabile, spesso fino al livello di analizzare modello per modello.
Solo in questo modo è possibile procedere alla successiva formalizzazione tramite dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
Collegamento tra costi sostenuti e beni agevolati
Un ulteriore nodo critico è rappresentato dal collegamento tra:
- le spese sostenute (potenzialmente eleggibili per natura);
- i beni immateriali agevolabili identificati puntualmente.
In settori in cui l’impresa gestisce un numero limitato di brevetti, la ricostruzione del legame tra costi e asset può risultare relativamente lineare. Nel settore del fashion, invece, la produzione di disegni e modelli è continua, intensa e ciclica, con un numero elevatissimo di output creativi generati anno dopo anno.
Per questa ragione, diventa estremamente complesso evitare un’analisi dettagliata: senza un tracciamento analitico, risulta infatti difficile definire le giuste chiavi allocative, necessarie per distinguere correttamente:
- progetti agevolabili e non agevolabili;
- all’interno dei progetti agevolabili, spese agevolabili e spese escluse.
In particolare, anche all’interno di un progetto potenzialmente agevolabile, possono coesistere:
- modelli innovativi e tutelabili;
- modelli meno distintivi o non tutelabili, che non consentono l’accesso al beneficio.
Il meccanismo premiale: opportunità teorica, applicazione limitata
Un ulteriore elemento di interesse, considerando le peculiarità del settore, è il cosiddetto meccanismo premiale, che consente di agevolare anche le spese sostenute negli anni precedenti alla “creazione” del bene, fino all’ottavo periodo d’imposta antecedente all’ottenimento del titolo di privativa industriale.
Tuttavia, la prassi amministrativa ha chiarito (Circolare 24 febbraio 2023, n. 5/E) che l’applicazione di tale meccanismo richiede la registrazione del disegno o modello.
Nel settore fashion, la registrazione non rappresenta una prassi sistematica: viene spesso adottata solo per alcuni modelli ritenuti particolarmente iconici o strategici. Di conseguenza, l’opzione premiale risulta, nella maggior parte dei casi, poco praticabile, salvo ipotesi di registrazioni su larga scala, che nella realtà operativa sono raramente osservabili.
In sintesi, il Patent Box nel fashion si conferma uno strumento potenzialmente molto efficace per la valorizzazione fiscale degli investimenti in proprietà intellettuale. Tuttavia, l’esperienza maturata nei primi cinque anni di applicazione evidenzia criticità significative, soprattutto legate a:
- identificazione puntuale dei beni agevolabili;
- necessità di analisi legali modello per modello;
- ricostruzione del nexus tra costi e asset;
- difficoltà di utilizzo del meccanismo premiale, a causa della limitata registrazione dei modelli.
Per le imprese del settore moda e lusso, la corretta applicazione del regime richiede quindi un approccio integrato, in cui competenze fiscali, tecniche e legali operino in modo coordinato, al fine di ridurre i rischi in sede di controllo e massimizzare l’efficacia del beneficio.
Se sei un’azienda interessata ad un supporto sul Patent Box nel fashion, rivolgiti a Bottari & Associati. Contattaci, siamo operativi su tutto il territorio nazionale.
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