Riforma della disciplina della crisi d’impresa

Con l’approvazione del “Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza”, si è voluto rinnovare la disciplina e introdurre diverse novità, è stato introdotto l’obbligo di dotare le imprese di “adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili” idonei a rilevare tempestivamente segnali di difficoltà prima che la crisi diventi conclamata e, se necessario, di attivare la procedura di allerta presso gli Organismi di Composizione della Crisi d’Impresa (OCRI).

Gli amministratori che non adempiono rispondono con il proprio patrimonio personale del danno cagionato a terzi in caso di default, così come l’organo di controllo o il revisore legale se presenti, in caso di omessa vigilanza.

Tutte le imprese quindi, a prescindere dalla dimensione, devono dotarsi di un’organizzazione ed un sistema di controllo interno in grado di monitorare costantemente i dati economico-finanziari, di natura quantitativa, e quelli di natura qualitativa richiamati dal Principio di Revisione Internazionale (ISA Italia) 570, “Continuità aziendale”, punto A2, “indicatori gestionali” ed “altri indicatori”, al fine di rilevare possibili segnali di difficoltà che possano compromettere la continuità aziendale.

Le imprese, unitamente all’obbligo di adeguarsi alle nuove prescrizioni, hanno anche la grande opportunità di poter integrare la modalità di gestione dei loro affari aziendali con nuove procedure organizzative e l’implementazione di un sistema di controllo interno.

Sistema che, per essere efficace, non può prescindere da un elevato grado della qualità dei dati utilizzati in termini di esattezza, affidabilità e comparabilità.

Lo studio supporta le imprese in tutte le fasi di analisi, implementazione, monitoraggio ed assistenza presso l’OCRI.

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