Piano Transizione 4.0

Per aiutare le imprese ad ottimizzare l’utilizzo degli incentivi previsti nell’ambito del Piano di Transizione 4.0 e delle misure di finanza agevolata, abbiamo costituito un team di professionisti con specifiche competenze, allo scopo di favorire la realizzazione di progetti ad alto contenuto innovativo e dare risposta a ogni esigenza legata a queste tematiche. Scopri come accedere agli incentivi del Piano Transizione 4.0 per la crescita della tua impresa.

Piano Transizione 4.0

Nell’ambito del Piano di Transizione 4.0 – il cui obiettivo è favorire e accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale, rilanciando il ciclo degli investimenti – con la Legge di Bilancio 2021 sono state prorogate e rafforzate le misure agevolative mediante incremento delle aliquote e dei massimali.

Credito di Imposta per Ricerca & Sviluppo, Innovazione e Design

Sono agevolate le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico svolte dalle imprese, internamente o esternamente, che abbiano ad oggetto Ricerca & Sviluppo, Innovazione Tecnologica e Design.

Le categorie di spesa ammissibili sono:

  1. spese per personale titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle attività progettuali svolte internamente all’impresa, nei limiti del loro effettivo impiego in tali operazioni;
  2. quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice ed altre spese relative ai beni materiali mobili e ai softwareutilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo (limitatamente alla quota ad essi imputabile), anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota;
  3. spese per contratti di ricerca extra muros e consulenze;
  4. quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, a condizione che siano utilizzate direttamente ed esclusivamente per lo svolgimento delle attività progettuali;
  5. spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività progettuali svolte internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota.

Le spese sono ammissibili solo se effettivamente sostenute, pertinenti e congrue.

Per il 2021 sono in vigore le seguenti aliquote per il credito di imposta:

  • ricerca e sviluppo: 20% con un importo massimo di 4 milioni di euro;
  • innovazione tecnologica: 10% con un importo massimo di 2 milioni di euro (15% con lo stesso limite se le attività sono finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0);
  • design e ideazione estetica: 10% con un importo massimo di 2 milioni di euro.

Per le attività di Ricerca e Sviluppo effettuate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia sono previste maggiorazioni nelle seguenti misure:

  • per le piccole imprese il credito di imposta per R&S è pari al 45%;
  • per le medie imprese il credito di imposta per R&S è pari al 35%;
  • per le grandi imprese il credito di imposta per R&S è pari al 25%.

Il credito d’imposta è utilizzabile in 3 quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione, subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione contabile.

Le imprese beneficiarie sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica asseverata che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o ai sottoprogetti in corso di realizzazione.

Per approfondimenti si rimanda all’apposita sezione “Credito di Imposta per Ricerca e Sviluppo, Innovazione Tecnologica e Design“.

Credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali

Beni strumentali non 4.0

Per beni strumentali materiali e immateriali non 4.0 (non rientranti quindi tra quelli indicati negli allegati A e B alla legge n. 232 del 2016), la misura del credito di imposta aumenta dal 6% al 10% per l’anno 2021, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro per i beni materiali e ad 1 milione di euro per i beni immateriali.

Per l’acquisto di strumenti e dispositivi tecnologici funzionali allo smart working, l’aliquota, sempre per il 2021, aumenta al 15%.

La decorrenza delle nuove aliquote è stata anticipata al 16 novembre 2020.

Per gli investimenti in beni strumentali cd. ex super e in beni immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi o compensi minori di 5 milioni di euro, il credito d’imposta è fruibile in un anno, in luogo dei 3 anni previsti per le imprese di dimensioni maggiori.

Beni strumentali 4.0

Per gli investimenti in beni strumentali materiali 4.0 (indicati nell’allegato A alla legge n. 232 del 2016), il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del:

  • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 30% del costo per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
  • 10% del costo per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

L’utilizzo del credito è consentito in tre quote annuali di pari importo a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni.

L’aumento delle aliquote si applica agli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2021, ovvero entro il 30 giugno 2022, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Per gli investimenti in beni strumentali immateriali 4.0 (indicati nell’allegato B alla legge n. 232 del 2016), il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 20%, con il limite massimo di investimenti fissato ad 1 milione di euro.

Anche in questo caso l’utilizzo del credito è consentito in tre quote annuali di pari importo a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni.

Aliquote 2022

Per gli investimenti effettuati nel 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, sono previste diverse riduzioni.

Le aliquote del credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali sono fissate nelle seguenti misure:

  • 6%per l’acquisto di beni strumentali materiali e immateriali non 4.0;
  • il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali materiali 4.0 sarà riconosciuto nella misura del:
    • 40% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 20% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
    • 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.
  • il credito di imposta per investimenti in beni strumentali immateriali 4.0 sarà riconosciuto nella misura del 20%.

Credito di Imposta per Formazione 4.0

Con la Legge di Bilancio 2021, nell’ottica di stimolare gli investimenti nella formazione del personale su materie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, è stato disposto l’ampliamento delle spese agevolabili, che includono ora:

  • le spese del personale relative ai formatori per le ore di formazione;
  • i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione (spese di viaggio, materiali e forniture, ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione);
  • i costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;
  • le spese del personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore di formazione.

Inoltre, è stata introdotta la possibilità di agevolare anche la formazione degli imprenditori oltre che dei dipendenti, venendo così meno il vincolo di un rapporto di lavoro subordinato.

Il credito di imposta per la formazione 4.0, fruibile in unica soluzione a differenza delle altre misure del Paino Transizione 4.0, è riconosciuto in misura del:

  • 50% delle spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 300.000 € per le piccole imprese
  • 40% delle spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 250.000 € per le medie imprese
  • 30% delle spese ammissibili, nel limite massimo annuale di €. 250.000 € le grandi imprese

 L’utilizzo è subordinato all’acquisizione della certificazione contabile da parte di un revisore legale indipendente.

Per dare supporto completo alle imprese sulle tematiche del Piano di Transizione 4.0 abbiamo costituito un team di partner qualificati – Team Innovazione 4.0 –  con competenze specialistiche in materie diverse, coordinati direttamente dallo studio.

Per informazioni e consulenze su come usufruire degli incentivi previsti dal Piano di Transizione 4.0 puoi contattare Bottari & Associati, operativo su tutto il territorio nazionale. Contattaci per un incontro preliminare.

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