Le imprese che scelgono di beneficiare del Patent Box devono valutare con attenzione se predisporre la documentazione prevista ai fini della penalty protection, uno strumento che può rivelarsi fondamentale in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
L’opzione per il regime agevolativo deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi. Sebbene la mancata predisposizione della documentazione non impedisca l’accesso al beneficio, espone il contribuente al rischio di sanzioni qualora, in sede di accertamento, venga contestata la spettanza dell’agevolazione.
Perché la documentazione è importante per la penalty protection
A differenza del credito d’imposta ricerca e sviluppo, per il Patent Box non è prevista una certificazione preventiva rilasciata da professionisti iscritti in appositi albi. Di conseguenza, la documentazione predisposta secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate rappresenta il principale strumento di tutela in caso di verifica fiscale.
Per essere considerata valida, la documentazione deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa, o da un suo delegato, con apposizione della marca temporale entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi.
Attenzione al coordinamento con il credito ricerca e sviluppo
Particolare attenzione deve essere prestata quando, nello stesso periodo d’imposta, l’impresa beneficia sia del Patent Box sia del credito d’imposta ricerca e sviluppo. In questa situazione occorre applicare le regole previste per evitare una duplicazione del beneficio fiscale, procedendo agli opportuni ricalcoli.
Una corretta gestione della documentazione e degli adempimenti consente quindi di ridurre il rischio di contestazioni e di beneficiare dell’agevolazione in modo conforme alla normativa vigente.
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