Crisi d’impresa e concordato: il ruolo dell’assuntore per rafforzare il piano di risanamento

15 Luglio 2026
crisi d'impresa e concordato

Nell’ambito della crisi d’impresa e concordato, una delle novità più interessanti introdotte dal CCII riguarda la figura dell’assuntore, un soggetto terzo che si impegna a subentrare negli obblighi previsti dal concordato omologato.

Questa soluzione rappresenta un’opportunità per le aziende che, pur disponendo ancora di un’attività economicamente valida, non sono più nelle condizioni di gestirla direttamente. L’intervento dell’assuntore contribuisce infatti a rendere il piano più credibile, riducendo il rischio di inadempimento e offrendo maggiori tutele ai creditori.

Cos’è il concordato con assuntore

Il concordato con assuntore costituisce uno strumento autonomo previsto dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Dopo le modifiche introdotte, questa soluzione non viene più ricondotta esclusivamente al concordato liquidatorio o a quello in continuità aziendale, ma rappresenta un modello con caratteristiche proprie.

L’assuntore assume un ruolo centrale, impegnandosi a dare esecuzione agli obblighi previsti dal piano concordatario. In questo modo i creditori possono contare su un soggetto economicamente solido che garantisce l’adempimento della proposta, riducendo le incertezze legate ai tempi e alle modalità di pagamento.

Il caso del Tribunale di Roma

Un’importante applicazione di questo istituto è stata fornita dal Tribunale di Roma, con il decreto del 15 aprile 2026.

Nel caso esaminato, l’impresa aveva già concesso in affitto il proprio complesso aziendale. Il piano di concordato prevedeva che l’affittuario proseguisse l’attività e acquistasse successivamente l’azienda entro quattro anni. Le risorse destinate ai creditori sarebbero derivate sia dai canoni di affitto sia dalla futura cessione dell’azienda, oltre che da ulteriori apporti finanziari.

L’elemento determinante è stato proprio il ruolo assunto dal terzo soggetto, che non si è limitato a garantire un sostegno economico, ma ha assunto una posizione molto più ampia, subentrando nei rapporti giuridici dell’impresa e impegnandosi a soddisfare i creditori anche qualora le somme generate dal piano non fossero risultate sufficienti.

Perché l’assuntore rende il concordato più affidabile

La presenza dell’assuntore può incidere in modo significativo sulla riuscita del percorso di risanamento.

Tra i principali vantaggi si possono evidenziare:

  • maggiore affidabilità del piano concordatario;
  • riduzione del rischio di mancata esecuzione degli impegni assunti;
  • maggiore tutela per i creditori;
  • continuità dell’attività aziendale attraverso un soggetto diverso dal debitore originario;
  • valorizzazione dell’azienda evitando una liquidazione frammentata dei beni.

In sostanza, l’assuntore concentra diverse funzioni: può essere contemporaneamente affittuario, futuro acquirente dell’azienda, garante del piano e soggetto chiamato a succedere nei rapporti giuridici dell’impresa.

Continuità indiretta e conservazione del valore aziendale

Il Tribunale di Roma ha qualificato questa operazione come concordato in continuità indiretta, ai sensi dell’articolo 84 del Codice della crisi.

La continuità indiretta si realizza quando l’attività imprenditoriale prosegue grazie a un soggetto diverso dall’imprenditore originario. L’obiettivo principale è preservare il valore dell’impresa, mantenere operativa l’organizzazione aziendale e garantire ai creditori un risultato economico più favorevole rispetto a quello che deriverebbe dalla liquidazione giudiziale.

Secondo i giudici, il piano presentava sufficienti garanzie di sostenibilità e consentiva una distribuzione di valore superiore rispetto allo scenario liquidatorio, risultando quindi idoneo all’apertura della procedura di concordato.

Crisi d’impresa e concordato: uno strumento sempre più strategico

L’evoluzione della normativa conferma come il sistema della crisi d’impresa e concordato privilegi oggi le soluzioni orientate alla continuità aziendale rispetto alla mera liquidazione del patrimonio.

L’intervento dell’assuntore può rappresentare una risposta efficace soprattutto per quelle imprese che dispongono ancora di un’attività produttiva funzionante, ma non hanno più la capacità organizzativa o finanziaria per gestirla direttamente.

Attraverso il coordinamento tra affitto d’azienda, continuità indiretta e concordato con assuntore è possibile favorire la conservazione del valore aziendale, incrementare le probabilità di soddisfazione dei creditori e rendere il piano di risanamento più solido e sostenibile nel tempo.

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