Modello redditi 2023: cumulabilità del bonus R&S e Patent Box

3 Maggio 2023
E' arrivato il momento di calcolare le agevolazioni fiscali per le attività di ricerca e sviluppo da inserire nel modello redditi 2023

In vista della presentazione del modello redditi 2023, le imprese che investono in innovazione e ricerca e sviluppo hanno iniziato a chiedersi come usufruire di tutte le opportunità di risparmio fiscale rese possibili grazie alla possibilità di cumulare il bonus R&S e il Patent Box (alla luce dell’abrogazione del divieto di cumulo).

È importante ricordare che la possibilità di utilizzare sia il bonus R&S che il nuovo Patent Box sul medesimo investimento è prevista a condizione che l’ammontare delle agevolazioni fiscali non superi il costo effettivamente sostenuto.

Un chiarimento su cui in passato si è pronunciata anche la Ragioneria generale dello Stato che, con la circolare 33/2021, ha voluto fornire un’importante precisazione: il cumulo non è da intendersi come un doppio finanziamento dei medesimi costi tramite risorse pubbliche quanto, invece, come “una sinergia tra diverse forme di sostegno pubblico di un intervento, che vengono in tal modo “cumulate” a copertura di diverse quote parti di un progetto/investimento”.

La restituzione del credito R&S alla luce del nuovo Patent box

Alla luce della nuova disciplina sul nuovo Patent box – il nuovo regime che permette di usufruire di una deduzione fiscale maggiorata del 110% relativa alle spese sostenute per la ricerca e lo sviluppo di talune specifiche tipologie di beni immateriali impiegati nelle attività d’impresa che è stato introdotto dal d.l. n. 146/2021 – e dei chiarimenti contenuti nella circolare 5/E/2023 dell’Agenzia delle Entrate, si ricorda che la determinazione del credito R&S ora deve essere calcolata al netto dell’Ires e dell’Irap risparmiate per effetto della riduzione derivante dalla maggiorazione del 110% del costo ammesso.

Chiaramente, ciò comporta la restituzione parziale del credito d’imposta già fruito, senza applicazione di sanzioni e interessi. Un obbligo prescritto anche nel caso in cui il contribuente fruisce della maggiorazione “ordinaria” prevista dall’articolo 6.

Per il modello redditi 2023 le imprese dovrebbero procedere seguendo alcune indicazioni operative:

  • quando la quota di credito da restituire non è stata ancora utilizzata, bisogna ridurre il residuo da riportare nel rigo RU12 (barrando la colonna 1);
  • quando la quota di credito è stata sfruttata nel periodo d’imposta e viene riversata entro il termine di presentazione della relativa dichiarazione dei redditi, è necessario compilare il rigo RU6 indicando quanto compensato e il rigo RU8 segnalando la parte riversata;
  • se la quota di credito da restituire è stata utilizzata in anni precedenti e, quindi, non ci sono residui di credito da riportare è necessario soltanto procedere al riversamento indicando la quota da riversare nel rigo RU8.

Modello Redditi 2023 e cumulabilità: alcune considerazioni per una corretta compilazione

L’abrogazione del divieto di cumulo del bonus R&S con il nuovo Patent Box ha introdotto alcune novità per le imprese che hanno utilizzato in compensazione il credito d’imposta. Una di queste riguarderebbe la necessità di presentare una dichiarazione integrativa per correggere l’importo originario del credito. Tuttavia, né la circolare 5/E/2023, né le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate richiedono questo adempimento, che sembra quindi superfluo. In ogni caso, è importante ricordare che il riversamento avviene senza sanzioni o interessi.

Le imprese che fruiscono della maxi-deduzione del 110% in un esercizio che chiude in perdita fiscale, dovrebbero chiedersi qual è il momento in cui operare la penalizzazione introdotta dalla circolare 5/E/2023. Purtroppo, non esiste al momento una risposta ufficiale delle Entrate su questa tempistica. Tuttavia, il riversamento immediato (anche se prudenziale) anticiperebbe una riduzione di reddito imponibile di cui l’impresa potrebbe fruire anche ad anni di distanza. In attesa di ulteriori precisazioni, sembra preferibile procedere alla restituzione al momento della effettiva fruizione del Patent Box, e non già al momento dell’esercizio dell’opzione.

Infine, per le imprese che hanno già esercitato l’opzione per il Patent Box per l’esercizio 2021, indicando il credito d’imposta nella relativa dichiarazione dei redditi senza disparità in compensazione, è importante valutare attentamente come comportarsi. L’operazione di rettifica nel modello Redditi 2023 potrebbe comportare una penalizzazione. Inoltre, se la privativa non fosse mai utilizzata nei processi aziendali, si ridurrebbe inutilmente il credito d’imposta.

 

Per informazioni e consulenze sul Credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo e sul nuovo Patent Box, puoi contattare Bottari & Associati, operativo su tutto il territorio nazionale. Contattaci per un incontro preliminare.