Modello 231 e intelligenza artificiale: come cambiano gli obblighi per le imprese

8 Luglio 2026
modello 231 e intelligenza artificiale

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta modificando profondamente il panorama normativo che riguarda la responsabilità delle imprese. Con i primi decreti attuativi della Legge n. 132/2025, approvati in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, anche il modello 231 e intelligenza artificiale diventano un tema centrale per le aziende chiamate a prevenire nuovi rischi.

Intelligenza artificiale e responsabilità degli enti

Le nuove disposizioni non introducono immediatamente nuovi reati presupposto nel D.Lgs. 231/2001, ma rafforzano il sistema esistente. In particolare, viene attribuita maggiore rilevanza ai reati commessi mediante l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale, prevedendo aggravanti specifiche e nuove ipotesi di illecito che potranno incidere anche sulla responsabilità amministrativa degli enti.

L’obiettivo del legislatore è quello di adeguare la disciplina alle trasformazioni tecnologiche, senza modificare i principi fondamentali su cui si basa il Modello 231.

Perché il Modello 231 deve evolversi

Il D.Lgs. 231/2001 è stato costruito partendo dal presupposto che le decisioni aziendali siano assunte da persone fisiche. L’utilizzo crescente di algoritmi e sistemi di IA, capaci di supportare o influenzare processi decisionali, rende però necessario aggiornare gli strumenti di controllo interno.

Le aree più esposte riguardano soprattutto la gestione delle risorse umane, i processi di selezione del personale, la valutazione dei dipendenti e tutte le attività classificate come “ad alto rischio” dalla normativa europea sull’intelligenza artificiale.

Governance dell’IA: il vero strumento di prevenzione

Più che ampliare il catalogo dei reati presupposto, il legislatore sembra puntare sul rafforzamento dell’organizzazione aziendale. Una gestione inadeguata dei sistemi di intelligenza artificiale potrebbe infatti diventare essa stessa un elemento di responsabilità per l’impresa.

Per questo motivo, il modello 231 e intelligenza artificiale dovranno integrarsi attraverso procedure specifiche dedicate alla gestione dei sistemi di IA.

Tra le principali misure organizzative rientrano:

  • l’adozione di una policy aziendale sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale;
  • la nomina di un referente responsabile della governance dell’IA;
  • la predisposizione di un registro dei sistemi utilizzati;
  • la valutazione preventiva dei rischi connessi ai singoli strumenti;
  • la tracciabilità dei contenuti generati artificialmente;
  • il mantenimento di un controllo umano effettivo sulle decisioni più rilevanti.

Il controllo umano resta fondamentale

L’intelligenza artificiale non può sostituire la responsabilità delle persone. Anche quando un algoritmo supporta una decisione, la valutazione finale deve rimanere in capo ai soggetti competenti dell’organizzazione.

Proprio la presenza di adeguati protocolli di controllo rappresenterà uno degli elementi decisivi per dimostrare l’efficacia del Modello 231 in caso di verifiche o procedimenti giudiziari.

L’integrazione tra modello 231 e intelligenza artificiale rappresenta una delle principali sfide che le imprese dovranno affrontare nei prossimi anni. Aggiornare il Modello Organizzativo, introdurre procedure dedicate alla governance dell’IA e garantire un’effettiva supervisione umana consentirà alle aziende di ridurre i rischi di responsabilità e di conformarsi al nuovo quadro normativo.

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