Composizione negoziata della crisi d’impresa: aggiornate le linee guida 2026

22 Giugno 2026
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Importanti novità per la composizione negoziata della crisi d’impresa. Con il Decreto Direttoriale del 23 aprile 2026, il Ministero della Giustizia ha approvato l’aggiornamento delle istruzioni operative che regolano uno degli strumenti più rilevanti previsti dal CCII.

Le nuove disposizioni recepiscono le modifiche normative introdotte dal D.Lgs. n. 136/2024 e incorporano le migliori prassi elaborate dalla Commissione ministeriale incaricata di monitorare l’evoluzione dell’istituto. L’obiettivo è rendere più efficace il percorso di risanamento aziendale, fornendo indicazioni aggiornate a imprenditori, professionisti ed esperti indipendenti.

Aggiornato il test pratico per la composizione negoziata della crisi d’impresa:

Tra le principali novità figura l’aggiornamento del cosiddetto test pratico di risanamento, disponibile sulla piattaforma telematica dedicata alla composizione negoziata.

Il documento ministeriale precisa che questo strumento non ha la funzione di accertare l’esistenza della crisi, bensì quella di valutare la concreta possibilità di recupero dell’equilibrio aziendale. Si tratta quindi di uno strumento previsionale che consente di stimare la sostenibilità del percorso di risanamento.

La valutazione si basa sul rapporto tra:

  • il debito da ristrutturare;
  • la capacità dell’impresa di generare flussi finanziari attraverso la gestione ordinaria.

Le indicazioni operative evidenziano che:

  • un rapporto fino a 3 indica una situazione generalmente gestibile;
  • valori compresi tra 3 e 5 richiedono interventi industriali e organizzativi particolarmente efficaci;
  • valori superiori a 5 possono rendere necessarie operazioni straordinarie, come la cessione dell’azienda o di specifici rami aziendali.

Per le imprese di minori dimensioni è previsto un metodo semplificato di calcolo, costruito sulla base dei debiti scaduti, delle rate imminenti e della liquidità disponibile.

La nuova check list per la predisposizione del piano di risanamento

Le istruzioni operative aggiornano anche la check list utilizzata nella predisposizione del piano di risanamento.

Questo strumento rappresenta una guida pratica per verificare la completezza e la coerenza delle informazioni necessarie alla costruzione del progetto di rilancio dell’impresa.

La lista di controllo prende in esame diversi aspetti fondamentali, tra cui:

  • struttura organizzativa aziendale;
  • aggiornamento della situazione economica e patrimoniale;
  • individuazione delle cause della crisi;
  • strategie di intervento e sviluppo;
  • pianificazione finanziaria;
  • gestione dell’indebitamento;
  • valorizzazione del patrimonio;
  • particolarità delle imprese appartenenti a gruppi societari o di piccole dimensioni.

Il Ministero sottolinea che la check list non costituisce un insieme di regole rigide, ma un riferimento operativo basato sulle migliori pratiche professionali nella redazione dei piani industriali e finanziari.

Particolare attenzione viene posta alle proiezioni economiche e finanziarie, che dovrebbero generalmente svilupparsi su un orizzonte temporale non superiore a cinque anni e risultare coerenti con i dati storici dell’impresa e con le prospettive del settore di appartenenza.

Nuova sezione dedicata agli strumenti di regolazione della crisi

Una delle innovazioni più significative riguarda l’introduzione della Sezione II-bis, dedicata ai piani predisposti nell’ambito degli strumenti di regolazione della crisi.

Le nuove indicazioni interessano procedure quali:

  • accordi di ristrutturazione dei debiti;
  • concordato preventivo;
  • piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione.

In tali circostanze il piano dovrà fornire ulteriori elementi informativi, tra cui:

  • il momento previsto per il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario;
  • le eventuali azioni risarcitorie attivabili;
  • l’impatto delle misure adottate sui rapporti di lavoro.

Particolare rilievo assume inoltre il tema del valore attribuibile ai soci nel concordato preventivo in continuità aziendale. Le nuove linee guida chiariscono che la determinazione di tale valore dovrà essere effettuata applicando il criterio del valore d’uso previsto dai principi contabili nazionali, attraverso l’attualizzazione dei flussi finanziari prospettici e considerando anche il rischio di esecuzione del piano.

Le novità per l’esperto indipendente

Le istruzioni operative aggiornano anche il protocollo di comportamento dell’esperto nominato nell’ambito della procedura.

Tra gli aspetti maggiormente rilevanti si segnalano:

  • l’obbligo di accettare l’incarico entro due giorni lavorativi;
  • la verifica preventiva dei requisiti di indipendenza;
  • la conferma dell’impegno a mantenere imparzialità e riservatezza durante le trattative;
  • la possibilità di avvalersi di consulenti specializzati;
  • il divieto di instaurare rapporti professionali con l’imprenditore per i due anni successivi alla chiusura della procedura.

La durata ordinaria dell’incarico resta fissata in 180 giorni, con possibilità di proroga per un ulteriore periodo di pari durata nei casi previsti dalla normativa.

Al termine dell’attività, l’esperto dovrà predisporre una relazione finale contenente le valutazioni svolte, l’analisi delle trattative condotte e il giudizio sulla concreta fattibilità del percorso di risanamento individuato.

Formazione obbligatoria e ruolo della piattaforma telematica

Le linee guida confermano il percorso formativo richiesto agli esperti della composizione negoziata della crisi d’impresa.

Il programma continua a prevedere 55 ore di formazione specialistica, articolate in moduli dedicati alle principali materie coinvolte nelle procedure di risanamento, tra cui:

  • diritto della crisi d’impresa;
  • analisi economico-finanziaria;
  • sostenibilità del debito;
  • tecniche di negoziazione;
  • normativa bancaria;
  • disciplina del lavoro.

Resta centrale il ruolo della piattaforma telematica gestita da Unioncamere, che costituisce il punto di accesso per tutte le attività della procedura.

Attraverso il portale è possibile:

  • presentare l’istanza di accesso alla composizione negoziata;
  • gestire il fascicolo elettronico;
  • condividere documentazione con i soggetti coinvolti;
  • raccogliere offerte tramite area riservata;
  • conservare e archiviare gli atti della procedura.

Le nuove istruzioni prevedono inoltre specifiche modalità operative per garantire la continuità del procedimento in caso di malfunzionamenti informatici prolungati, consentendo l’utilizzo della PEC o della documentazione cartacea presso la Camera di Commercio competente.

Le novità introdotte nel 2026 rafforzano il quadro procedurale, migliorano la qualità dei piani di risanamento e forniscono indicazioni più precise agli esperti e agli imprenditori coinvolti. Per le aziende che intendono preservare la continuità aziendale e superare le difficoltà finanziarie, la composizione negoziata si conferma una soluzione sempre più strategica e centrale nell’ambito del Codice della Crisi d’Impresa. Contatta Bottari & Associati e richiedi una consulenza. Siamo operativi su tutto il territorio nazionale.