Il piano di risanamento rappresenta uno degli strumenti più importanti a disposizione delle imprese che si trovano ad affrontare una situazione di difficoltà economica o finanziaria.
Ma cosa contiene il piano di risanamento? Quali sono le informazioni che non possono mancare affinché il piano sia considerato credibile, sostenibile e coerente con gli obiettivi di rilancio dell’attività?
La descrizione dell’impresa e del contesto aziendale
Un piano di risanamento efficace deve partire da un’analisi approfondita dell’impresa. È necessario fornire una fotografia completa dell’organizzazione aziendale, illustrando la struttura societaria, il settore in cui opera, il modello di business adottato e le eventuali relazioni con società appartenenti allo stesso gruppo o con soggetti correlati.
L’obiettivo è consentire ai creditori, ai professionisti coinvolti e agli altri stakeholder di comprendere le caratteristiche dell’azienda e il contesto nel quale essa svolge la propria attività.
L’analisi della situazione economica e finanziaria
Tra gli aspetti fondamentali per comprendere cosa contiene il piano di risanamento vi è l’esame della situazione attuale dell’impresa.
Non è sufficiente riportare esclusivamente i dati patrimoniali e finanziari relativi ad attività e passività. Occorre analizzare anche l’andamento operativo dell’azienda, evidenziando elementi quali:
- fatturato e ricavi;
- redditività e margini operativi;
- flussi di cassa generati dall’attività;
- struttura organizzativa;
- efficienza produttiva;
- posizionamento competitivo sul mercato.
Questa analisi costituisce il punto di partenza da cui valutare l’efficacia delle misure previste per il recupero aziendale.
Le cause della crisi e le strategie di intervento
Il cuore del piano è rappresentato dall’individuazione delle ragioni che hanno determinato la situazione di crisi e dalle azioni programmate per superarla.
Le strategie possono riguardare diversi ambiti, tra cui:
- riorganizzazione aziendale;
- riduzione dei costi;
- revisione dei processi produttivi;
- dismissione di asset non strategici;
- ridefinizione dell’indebitamento;
- ricerca di nuovi mercati o clienti;
- rafforzamento patrimoniale.
Ogni intervento deve essere descritto in modo dettagliato e supportato da valutazioni economiche e finanziarie che ne dimostrino la concreta fattibilità.
Le previsioni economiche, patrimoniali e finanziarie
Un elemento indispensabile per comprendere cosa contiene il piano di risanamento è rappresentato dalle proiezioni future dell’attività aziendale.
Il documento deve illustrare in maniera chiara:
- i ricavi attesi;
- i costi previsti;
- i margini prospettici;
- i flussi di cassa futuri;
- il fabbisogno finanziario;
- le fonti di copertura delle risorse necessarie.
Le previsioni devono dimostrare la capacità dell’impresa di generare liquidità sufficiente per sostenere l’attività operativa, adempiere agli obblighi verso i creditori e mantenere nel tempo una situazione di equilibrio finanziario.
Le tempistiche del percorso di risanamento
Il piano deve indicare i tempi necessari per raggiungere il riequilibrio economico-finanziario.
Normalmente l’orizzonte temporale delle previsioni industriali e finanziarie si sviluppa su un periodo compreso tra tre e cinque anni, salvo particolari esigenze che giustifichino una durata diversa.
Devono inoltre essere specificati:
- i tempi di pagamento dei creditori;
- le modalità di soddisfacimento delle esposizioni debitorie;
- le fasi di attuazione delle singole misure di risanamento.
La definizione di una tempistica realistica rappresenta un elemento fondamentale per valutare la sostenibilità del progetto.
Il sistema di monitoraggio e gli indicatori di performance
Un piano credibile non si limita a formulare previsioni, ma prevede anche strumenti per verificare costantemente i risultati ottenuti.
Per questo motivo è opportuno inserire specifici KPI, ovvero indicatori in grado di misurare l’effettivo andamento dell’impresa rispetto agli obiettivi programmati.
Tra gli indicatori più utilizzati rientrano:
- EBITDA (Margine Operativo Lordo);
- Posizione Finanziaria Netta (PFN);
- tempi medi di incasso dei crediti;
- tempi medi di pagamento dei fornitori;
- rotazione del magazzino;
- indicatori specifici del settore di appartenenza.
L’analisi periodica di questi parametri consente di individuare tempestivamente eventuali criticità.
Analisi dei rischi e piani alternativi
Ogni piano di risanamento è inevitabilmente esposto a fattori di rischio e a possibili variazioni rispetto alle ipotesi iniziali.
Per questa ragione il documento deve prevedere:
- analisi di sensitività sui principali parametri economici e finanziari;
- sistemi di allerta preventiva;
- soglie di attenzione e punti critici;
- strategie correttive da attivare in caso di scostamenti significativi.
La presenza di soluzioni alternative rafforza la credibilità del piano e dimostra la capacità dell’impresa di affrontare scenari meno favorevoli rispetto a quelli inizialmente previsti.
La nuova finanza e il suo impatto sul risanamento
Quando il progetto di rilancio prevede l’ingresso di nuove risorse finanziarie, è necessario specificarne chiaramente l’ammontare, la provenienza e le modalità di utilizzo.
Il piano deve evidenziare come tali apporti contribuiscano al recupero dell’equilibrio aziendale e quale impatto producano sull’indebitamento complessivo.
La nuova finanza assume valore solo se risulta coerente con le prospettive di sviluppo dell’impresa e con la sua capacità futura di generare reddito e liquidità.
Comprendere appieno quali informazioni deve necessariamente contiene il piano di risanamento significa comprendere la logica stessa del processo di recupero aziendale. Il piano non è un semplice documento tecnico, ma uno strumento strategico che integra analisi della crisi, obiettivi di rilancio, previsioni economico-finanziarie e sistemi di controllo.
Per essere realmente efficace deve presentare due caratteristiche fondamentali: coerenza interna e trasparenza verso l’esterno. Da un lato tutte le informazioni devono essere collegate da una logica economica solida; dall’altro il contenuto deve risultare chiaro e comprensibile per creditori, investitori e stakeholder.
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