Con il Decreto Aiuti il Governo innalza le aliquote del Credito d’imposta 4.0

9 Maggio 2022
Decreto Aiuti Credito d'imposta

Con l’approvazione lo scorso 05 maggio del Decreto aiuti il Governo ha introdotto diverse novità per il mondo delle imprese, destinate principalmente a fronteggiare gli effetti della crisi in Ucraina.

Tra le misure urgenti in materia di produttività delle imprese italiane, spicca il rafforzamento dei crediti d’imposta, introdotti nel Piano Nazionale Transizione 4.0. Una buona notizia, soprattutto in considerazione del fatto che le aliquote per investimenti 4.0 erano state ridotte, nonostante la proroga del Piano Transizione 4.0  prevista nella Legge di Bilancio 2022.

 

Innalzamento del Credito d’imposta per investimenti in beni immateriali 4.0

Già con l’ultima Legge di Bilancio 2022, il Governo ha stabilito una proroga fino al 2025 del credito d’imposta per gli investimenti 4.0, in particolar modo per l’acquisto di beni immateriali 4.0, relativamente ad investimenti realizzati negli anni 2022 e 2023, prevedendo un credito d’imposta del 20% da usare in compensazione.

Il Decreto Aiuti innalza la soglia dell’aliquota dall’attuale 20% al 50% per l’acquisto di beni immateriali 4.0 effettuati nel 2022 (e fino al 30 giugno 2023, a patto che entro il 31 dicembre 2022 l’ordine sia accettato dal venditore e il pagamento di acconti sia in misura almeno pari al 20% del costo di acquisto).

Tra i beni immateriali connessi a investimenti in «Industria 4.0» rientrano: software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni, funzionali alla transizione tecnologica e digitale dell’impresa in ottica 4.0, così come definito nell’Allegato B alla legge 11 dicembre 2016, n. 232.

Ciò permetterà alle imprese di recuperare il 50% degli investimenti sostenuti per l’acquisto di software e nuovi sistemi tecnologici collegati all’innovazione digitale e alla transizione verso un sistema di Industria 4.0.

 

Innalzamento del Credito d’imposta per Formazione 4.0

Il Decreto aiuti interviene anche sul fronte degli investimenti in Formazione 4.0, in funzione di un maggiore sviluppo delle competenze, in particolare per le micro, piccole e medie imprese.

Attualmente, in conformità con i regolamenti del Piano Nazionale di Transizione 4.0, tra i costi ammissibili per l’accesso al credito d’imposta per Formazione 4.0, rientrano le spese sostenute per la formazione del personale aziendale su tematiche relative a:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud e fog computing;
  • cyber security;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (rv) e realtà aumentata (ra);
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione digitale dei processi aziendali.

 

Sebbene non sia prevista alcuna proroga al credito d’imposta per investimenti in Formazione 4.0, che resta valido fino al 2022 per tutte le imprese attive sul territorio nazionale, il nuovo decreto prevede l’innalzamento delle aliquote, nella misura del:

  • 70% per le micro e piccole imprese con limite massimo annuale di € 300.000;
  • 50% per le medie imprese con limite massimo annuale di € 250.000;

Resta invece invariato al 30% il beneficio fiscale previsto per le aziende di grandi dimensioni.

L’accesso alle aliquote maggiorate da parte delle imprese risulta però legato ad una particolare condizione, ossia: le attività di formazione devono essere erogate dai soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico (che sarà adottato entro 30 giorni dall‘entrata in vigore del Decreto aiuti) e i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle competenze in formazione 4.0 devono essere certificati secondo modalità stabilite.

In alternativa, per i progetti formativi avviati in seguito all’entrata in vigore del decreto e non in linea con le condizioni precedentemente descritte, le misure del credito d’imposta sono destinate a diminuire al 40% e al 35%, rispettivamente per le piccole imprese e per le medie imprese.

Sarà lo stesso Governo, con un ulteriore intervento legislativo, a chiarire i dettagli sulle nuove modalità di erogazione della formazione 4.0, sia per le imprese beneficiarie della misura, sia per gli enti di formazione.

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