La composizione negoziata della crisi è uno strumento che punta a favorire il risanamento dell’impresa attraverso il confronto tra debitore e creditori. Affinché questo percorso possa svolgersi correttamente, è però indispensabile che l’imprenditore operi nel rispetto dei principi di correttezza, buona fede e trasparenza, fornendo informazioni complete e attendibili durante tutte le fasi delle trattative.
Un recente decreto del Tribunale di Torino ha ribadito come tali obblighi non rappresentino semplici principi generali, ma costituiscano un requisito fondamentale per il buon esito della procedura e, in alcuni casi, anche per l’accesso al concordato semplificato.
Il dovere di trasparenza nella composizione negoziata
Durante la composizione negoziata, l’imprenditore deve mettere a disposizione dell’esperto e dei creditori una rappresentazione chiara e aggiornata della situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’azienda.
La trasparenza nella composizione negoziata svolge infatti una funzione essenziale sotto diversi profili. Innanzitutto, permette all’esperto di verificare se esistano concrete possibilità di risanamento dell’impresa. Allo stesso tempo, consente ai creditori di valutare consapevolmente le proposte avanzate e di partecipare alle trattative disponendo di informazioni affidabili.
Anche quando vengono richieste misure protettive del patrimonio, una corretta informazione diventa indispensabile per consentire al tribunale di bilanciare gli interessi dell’impresa con quelli dei creditori.
La riservatezza non può giustificare omissioni
Il Tribunale ha inoltre precisato che la riservatezza che caratterizza le trattative non può essere utilizzata per limitare o omettere informazioni rilevanti.
Proteggere dati sensibili è certamente importante, ma ciò non esonera il debitore dall’obbligo di fornire una rappresentazione completa della situazione aziendale. La riservatezza può incidere sulle modalità con cui le informazioni vengono condivise, ma non può compromettere il dovere di trasparenza.
Le conseguenze di una gestione non trasparente
Nel caso esaminato dal Tribunale di Torino, la domanda di concordato semplificato è stata respinta perché il comportamento dell’impresa non è stato ritenuto conforme ai principi di correttezza richiesti dalla procedura.
Tra gli elementi contestati figuravano la mancata trasmissione della documentazione economico-patrimoniale aggiornata e una gestione poco chiara dei rapporti con i creditori durante le trattative con un potenziale investitore. Queste condotte hanno impedito all’esperto e ai creditori di valutare correttamente le reali prospettive di risanamento.
La decisione conferma quindi che la trasparenza nella composizione negoziata rappresenta uno dei presupposti fondamentali. Solo un confronto basato su informazioni complete, aggiornate e attendibili può favorire una trattativa efficace e aumentare le possibilità di individuare una soluzione concreta alla crisi d’impresa.
Contatta Bottari & Associati e richiedi una consulenza. Siamo operativi su tutto il territorio nazionale.
About Us