Codice della Crisi: l’evoluzione del rapporto banca-impresa

15 Dicembre 2021
le news dello studio Bottari e Associati

Il 30 giugno 2021 sono entrate in vigore le nuove “Guidelines on Loan and Monitoring”, le linee guida dell’Autorità Bancaria Europea (EBA) in materia di concessione e monitoraggio dei prestiti.

Queste linee guida sono finalizzate a garantire standard rigorosi per l’assunzione, la gestione e il monitoraggio del rischio di credito verso i consumatori e le imprese. La raccomandazione alle banche è quella di analizzare il rischio di credito valutando la capacità attuale e futura del cliente, con l’obiettivo di individuare per tempo il credito in possibile via di deterioramento.

Gli enti finanziari dovranno quindi valutare con attenzione l’attendibilità e sostenibilità delle stime dei redditi e dei flussi di cassa futuri del cliente, indicando, fra le informazioni prioritarie per le analisi del merito creditizio, i piani aziendali supportati da proiezioni finanziarie.

In particolare, saranno richiesti alle imprese adeguati flussi informativi, cosa che implicherà una gestione pianificata da parte delle aziende sia dei flussi di tesoreria sia degli obiettivi economico-finanziari a medio termine, associata ad un controllo proattivo dei rischi d’impresa.

Si tratta di un cambiamento di ottica orientato prevalentemente sulle prospettive future del business aziendale e che richiede alle aziende di effettuare una cosiddetta pianificazione forward looking, ovvero una pianificazione che guarda e cerca di prevedere gli sviluppi futuri. Del resto, questo tipo di pianificazione si configura, nell’attuale contesto di incertezza di mercato dovuto alla crisi pandemica ma anche quando sarà superata l’emergenza, come un elemento organizzativo prioritario per le aziende al fine di guidare le scelte gestionali, diventando sempre di più un obbligo per chi vuole fare impresa.

Questo orientamento, peraltro, è perfettamente in linea con i nuovi adempimenti introdotti dal Codice della Crisi in tema di adozione, da parte delle imprese beneficiarie, di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla natura ed alle dimensioni dell’impresa al fine di rilevare tempestivamente segnali di difficoltà prima che la crisi diventi conclamata, preservando la continuità aziendale ed eliminando rischi patrimoniali per gli amministratori.

Ricordiamo che il nuovo Codice definisce la crisi d’impresa come “lo stato di squilibrio economico-finanziario che rende probabile l’insolvenza del debitore, e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate”.

Appare chiaro, dunque, che in azienda non è più possibile disgiungere l’attività di pianificazione da quella di risk management e da quella del controllo e che tali attività non possono più essere viste come sporadiche o opzionali.

La richiesta rivolta agli imprenditori è di dotarsi degli strumenti necessari per fornire alle banche le informazioni che le linee EBA ritengono necessarie per la valutazione del merito di credito.

L’evoluzione che ci si aspetta è che la Banca assuma il ruolo di partner finanziario, in grado di confrontarsi con l’imprenditore e di individuare soluzioni prospetticamente sostenibili in base alla reale capacità finanziaria, evitando situazioni di sovraindebitamento.

In conclusione, appare chiaro che l’impresa si debba dotare di strumenti che le permettano di verificare in modo costante il proprio equilibrio economico finanziario e di pianificare la sostenibilità prospettica di breve e lungo termine.

 

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